Lou Rota: vintage porcelain

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Lou Rota non ha inventato nulla di nuovo riciclando vecchi piatti e decorandoli con immagini di coleotteri e scarabei. Il tema, già presente persino sui Meissen del settecento, viene però esaltato sino all’eccesso aumentando la scala degli insetti rispetto a quella dei fiori. L’insieme tuttavia mi pare ancora più piacevole, seppure un po’ grottesco e i prezzi abbordabili per chiunque desideri una collezione entomologica su porcellana. Notevoli inoltre i piatti col corvo; è la prima volta che lo vedo rappresentato su un piatto e non sottoforma di statua in porcellana. Assolutamente da esporre su parete!

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+ Lou Rota

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ceramica, grafica, porcellana, riciclo, vintage — by ivan palaia

Anne Black – purezza di forme per la serie “hay.black”

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Anne Black

La danese Anne Black è oramai una delle più rinomate ed autorevoli designer di oggetti  in ceramica. La sua produzione comprende ciotole, vasi, piatti, lampade e persino gioielli. Ed ogni oggetto è creato interamente a mano con materiale di pregio. La serie “hay-black” comprende quattro differenti vasi  in altrettanti differenti colori. Le forme sono stilizzate sin quasi all’esasperazione e i decori, che lei stessa definisce “Anne’s style”, null’altro che un segno essenziale lasciato dall’artista, a completamento dell’oggetto che diviene così unico, poiché nessun disegno è mai uguale all’altro. Il gusto scandinavo dei vasi “hay-black” è evidente; da soli sono oggetti perfettamente “completi”, ma insieme sono capaci di creare un insieme armonico di ineccepibile purezza e semplicità.

+ Anne Black on www.dexigner.com

+ open sesame jewelry blog

artisti, ceramica, porcellana — by ivan palaia

La cucina “arts and crafts”

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Incuriosito dalla produzione della ceramista svedese Karin Eriksson, ho approfittato del mio breve soggiorno a Barcellona, per poterle vedere dal vivo presso l’unico rivenditore delle sue creazioni: “La Cuina d’en Garriga“. Situato in pieno centro, aspettandomi di entrare in un negozio di oggettistica, mi sono ritrovato all’interno di un’esclusiva cucina, dove ricercatissimi utensili di pregio e accessori per la tavola, sono esposti volutamente, ricreando un ambiente domestico, insieme a frutta e verdura, selezionatissimi aceti ed oli, vini e formaggi, pane e biscotti, anch’essi di produzione artigianale. Gli oggetti di Karin Eriksson, i vasi, le tazze in ceramica e grès, disposti insieme così da creare un perfetto equilibrio di volumi e colori, rivelano la loro anima tipicamente scandinava e, con le loro forme lineari e i decori unici per delicata essenzialità, ne accentuano il valore principale di “ricercata sobria armonia”.

Karin Eriksson        Karin Eriksson

Karin Eriksson, Moka Cups

Altre immagini e artisti nell’approfondimento (Emiko Oki + Sargadelos) Leggi tutto »

ceramica, porcellana, showroom — by ivan palaia

Ibridi artisico/industriali di Alexa Lixfeld

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Alexa Lixfeld

Serie “Metamorphose Vessels”, dallo showroom tomdesign

Penso che “inusuale” sia il termine più adatto per definire il processo creativo dell’artista tedesca Alexa Lixfeld: non vi è, da parte sua, un rifiuto “in toto” del processo industriale, ma un’appropriazione dello stesso quale mezzo per giungere ad un risultato ulteriore. La serie di vasi in porcellana “Metamorphose Vessel” è un esempio di questo suo metodo, dove l’iter creativo tra concepimento e sviluppo dell’opera è intercalato dall’elemento virtuale. Le forme primarie sono elaborate al computer tramite autoCAD e prodotte di conseguenza dal tornio elettronico.

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artisti, porcellana — by ivan palaia

Manufaktur Nymphenburg : “THE PORCELAIN”

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skulls from Murkudis Showroom

Teschi dallo showroom Murkudis, h. cm 4, design 1756

Non manco mai di fare il “flâneur” tra le vie di Berlino; è così che mi sazio di esperienze evocative e sorprendenti. Se poi anche a voi capita di passare per Mitte, non esitate ad addentrarvi negli innumerevoli “Höfe”, dei quali il quartiere è pieno. E’ proprio al fondo in uno di questi cortili, incorniciato dall’austera architettura in mattoni rossi, che vi attende l’etereo showroom di Andreas Murkudis. Girate pure a vostro agio tra gli accessori e i vestiti esposti con ricercata semplicità nel bellissimo spazio, ma, mi raccomando, prima di uscire non dimenticate la parola d’ordine: “Nymphenburg”. Ed è solo allora, come se vi fosse aperto uno scrigno, che verrete invitati in un secondo showroom ricavato in un appartamento del secondo cortile comunicante. Ad accoglievi sarà Melanie dal Canton, che con la consueta gentilezza berlinese, vi inviterà ad esplorare le innumerevoli stanze, dove tra le linee funzionali degli arredi, trovano posto, come perle poste a segnare i fulcri degli ambienti, magnifici pezzi della Manifattura bavarese di Nymphenburg.

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porcellana, showroom — by ivan palaia
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